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Venini: Luce 1921 – 1985

A cura di Marino Barovier

La mostra autunnale de LE STANZE DEL VETRO intende approfondire l’attività della vetreria Venini nel campo dell’illuminazione

La mostra autunnale “Venini: Luce 1921-1985”, curata da Marino Barovier, intende approfondire l’attività della vetreria Venini nel campo dell’illuminazione, dalla piccola alla grande scala, tracciando un excursus attraverso gli interventi più significativi.

Un ambito rilevante della produzione vetraria muranese è infatti rappresentato dall’illuminazione sia per uso domestico che per grandi ambienti pubblici e privati, dai palazzi ministeriali agli uffici postali, dai teatri agli alberghi.

In particolare, la vetreria Venini si è distinta con risultati significativi anche in questo settore grazie alla sua capacità di costante aggiornamento e alla sua apertura verso il mondo del progetto, aspetti questi che l’hanno fatta diventare un punto di riferimento per i più importanti architetti sia del panorama nazionale che internazionale.

In mostra sarà presentata così un’accurata selezione di oggetti progettati dai vari designer che collaborarono con la fornace o dall’ufficio tecnico della stessa vetreria illustrando come il tema della luce sia stato affrontato nei vari decenni, in un arco cronologico che va dal 1921 al 1985.

Installazione a poliedri nel padiglione del Veneto, Italia 61, progetto Carlo Scarpa

FontanaArte. Vivere nel vetro

A cura di Christian Larsen

E’ dedicata alla leggendaria azienda milanese la mostra primaverile de LE STANZE DEL VETRO, che affronta un argomento di grande interesse nella panoramica del vetro artistico

FontanaArte. Vivere nel vetro è la mostra primaverile, a cura di Christian Larsen, che offre una retrospettiva critica sugli arredi in vetro della leggendaria azienda milanese, attraverso una scansione del repertorio creativo e dei periodi di produzione dei quattro grandi direttori artistici: Gio Ponti, Pietro Chiesa, Max Ingrand e Gae Aulenti.

Dalla sua fondazione, da parte di Gio Ponti nel 1932, fino alla dipartita dall’azienda di Gae Aulenti nel 1996, il catalogo di FontanaArte traccia un arco storico stilistico nel design del XX secolo, dalla logica razionale del modernismo fino alla giocosità del postmodernismo. L’azienda fissò gli standard del design italiano: la perfetta continuità tra la classicità e la tecnologia contemporanea, il connubio ideale tra arte e industria, la qualità superlativa dei materiali e della lavorazione artigianale del vetro industriale e l’elevazione dell’oggetto quotidiano all’arte del vivere.

La mostra, che sviluppa un percorso in cui ogni sala è focalizzata su un approfondimento specifico per ognuno dei designer, culmina in una suite arredata nello stile FontanaArte per rievocare una dimora fatta di interni in vetro. L’allestimento è stato realizzato su progetto dell’architetto Massimiliano Locatelli.

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Max Ingrand, Vaso fiore, c. 1954, dettaglio, Galleria Michela Cattai

Max Ingrand, Lampada da tavolo mod. 1815, 1957, dettaglio, Galleria Michela Cattai

Opere di Laura de Santillana e Alessandro Diaz de Santillana