Ermanno Nason. Guerriero del vetro

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Un omaggio a uno dei grandi maestri muranesi, Ermanno Nason, attraverso una selezione di circa un centinaio di opere in parte fotografate per l’occasione e in parte tratte da documentazione d’archivio.

Ermanno Nason è nato a Murano nel 1928, membro di una famiglia di famosi maestri vetrai che hanno lasciato la loro impronta in ogni fase della storia muranese dal XVII secolo ai giorni nostri. La sua vita professionale ha conosciuto tre importanti tappe: dal 1952 al 1964 è stato “maestro di prima piazza” (che è come dire “primo violino”) presso la Mazzega, dal 1964 al 1970, presso la Cenedese, e dal 1970 al 1993 si è messo in proprio fondando la “Arte Ermanno Nason”.

La notorietà di Ermanno Nason è indissolubilmente legata alla sua collaborazione con il Centro Studi Pittori nell’Arte del Vetro (fondato nel 1951 da Egidio Costantini e chiamato poi, dietro suggerimento di Cocteau, La Fucina degli Angeli) che coinvolgeva i massimi artisti dell’epoca chiedendo loro disegni e progetti da realizzare in vetro a Murano.

Nel corso della sua carriera Nason collaborò con Picasso, Cocteau, Chagall, Ernst, Arp, Kokoshka, Arnoldi, Le Witt, Fay, Krayer, Guttuso, Braque, Verde, Hundertwasser, Fontana, Pignon, Bellini, Minguzzi, Goldoni, Carraro, Bianconi. In queste collaborazioni di così alto livello il maestro doveva trovare un suo modo di tradurre in vetro ogni progetto, per quanto nuovo e insolito. Questo diede a Ermanno una competenza e una padronanza tecnica che gli permisero di raggiungere l’eccellenza, in particolare nella lavorazione “a massello”, eseguita cioè non soffiando il vetro, ma modellandolo nella massa incandescente. Da ciò nacque la sua predilezione per le grandi sculture, per la reinterpretazione audacemente moderna delle varie Pietà di Michelangelo, per le forme morbide ispirate a Henry Moore, per i visi attoniti di Campigli, per tutto quel repertorio dei fertili anni ’60. Da buon muranese, che vede in ogni forma e in ogni soggetto una sfida ineludibile, Ermanno si gettò con entusiasmo e coraggio nel suo lavoro proponendo una varietà di opere assolutamente incredibile. Scorrendo le pagine del volume troviamo di tutto, dalla virtuosistica e perfetta riproduzione della saliera del Cellini a una versione pop della testa della statua della libertà, dagli splendidi volti di donna in cristallo ai pulcinella di tiepolesca memoria, dall’enorme statua di Sansone al piccolo busto di donna degno di un Aristide Maillol.
Alcune interviste che completano il catalogo riescono almeno in parte a trasmettere al lettore lo straordinario fascino, la serena modestia e onestà intellettuale di questo grandissimo maestro.

Editore:

Skira

Autore:

Aldo Bova

Lingua:

Italiano / Inglese