VENINI — Murano x Holmegaard

La mostra riunisce oltre 100 opere originali di Paolo Venini e dei suoi collaboratori, tra cui Gio Ponti, Tobia Scarpa, Riccardo Licata, Ken Scott, Charles Lin Tissot, offrendo uno sguardo approfondito sul vetro muranese e sul suo impatto nel design contemporaneo.

I visitatori possono scoprire la maestria artigianale delle vetrerie storiche di Murano, immergendosi in un'esperienza visiva che celebra l'arte del vetro. La collaborazione tra la Venini e Holmegaard si fa strada a partire dal 1997, quando Venini divenne fornitore della famiglia reale di Danimarca, inserendosi così nella tradizione di Holmegaard come punto di riferimento per il design scandinavo.

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1948-1958 Il vetro di Murano e la Biennale di Venezia 

Il terzo capitolo del ciclo espositivo che racconta la presenza del vetro muranese alla manifestazione veneziana prende in esame il decennio dal 1948 al 1958, ovvero dalla ripresa dell’attività della Biennale dopo la fine della Seconda guerra mondiale fino a tutti gli anni Cinquanta. Ospitate ancora una volta all’interno del padiglione Venezia, le mostre del vetro che si tennero in questo periodo testimoniarono la rinnovata vitalità della produzione muranese attraverso i lavori di alcune vetrerie “storiche”, di altre di recente costituzione, nonché di alcuni artisti che parteciparono a titolo personale. Questo decennio rappresentò, infatti, anche per Murano una stagione eccezionalmente fertile, in sintonia con il grande fervore dell’epoca che si viveva nei diversi settori grazie al boom economico e con l’affermazione della cultura del design. 

Protagoniste del periodo furono fornaci “storiche” come la Venini, con opere di Fulvio Bianconi e Paolo Venini; la Barovier & Toso, con vetri di Ercole Barovier; la Seguso Vetri d’arte, con Flavio Poli; l’Aureliano Toso con Dino Martens; la Fratelli Toso con Ermanno Toso o l’AVEM con le ricerche di Giulio Radi, di Giorgio Ferro e Anzolo Fuga; e la ditta di incisioni S.A.L.I.R. Nel padiglione Venezia esposero anchevetrerie di più recente costituzione come la Gino Cenedese e quelle fondate da abili maestri vetrai come Alfredo Barbini e Archimede Seguso. Parallelamente alcuni artisti, tra cui Ezio Rizzetto, Anzolo Fuga, ma soprattutto lo spazialista Vinicio Vianello, maturarono un particolare interesse per la materia vitrea che venne impiegata come mezzo espressivo.

L’esposizione è accompagnata dal relativo catalogo a cura di Marino Barovier e Carla Sonego, che si propone di illustrare gli oggetti che si videro in queste edizioni anche attraverso documenti d’epoca.

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