Ettore Sottsass: il vetro

Convegno internazionale di studi25 maggio 2017

In concomitanza con la mostra “Ettore Sottsass: il vetro”, il Centro Studi del Vetro organizza per il 25 maggio 2017 un importante Convegno Internazionale sulle modalità creative dell’architetto e sulla sua produzione vetraria.

Il simposio internazionale, organizzato in occasione della mostra Ettore Sottsass: il vetro, ha lo scopo di presentare differenti testimonianze legate alle modalità creative dell’architetto, con particolare riguardo alla sua produzione vetraria, per comprendere come questa si sia integrata con il suo concetto di architettura e di design.

Il convegno comprende tre momenti distinti: una prima fase strettamente scientifica nella quale architetti, direttori e curatori museali che hanno avuto occasione di lavorare con Sottsass ne daranno una lettura storica, collocando la sua produzione di vetri, ceramiche e gioielli nel più ampio contesto internazionale dell’arte, dell’architettura e della cultura coeva. Una seconda fase sarà invece dedicata alla dimensione più umana e ‘personale’ di Ettore Sottsass: si darà voce a collezionisti, galleristi, committenti e collaboratori che hanno lavorato con lui, diventandone sovente amici stretti. Concluderà l’incontro una discussione aperta ed informale in cui i maestri vetrai – l’opera dei quali è stata spesso evocata da Sottsass come una componente fondamentale del suo lavoro – racconteranno i loro rapporti e la loro cooperazione con il grande artista, testimoniando così il significato che l’esperienza della fornace muranese ha avuto per lui.

 

Scarica il programma

 

 

  • Ritratto di Ettore Sottsass.
    Ph Bruno Gecchelin © Ettore Sottsass by SIAE 2017

Vittorio Zecchin 1878-1947.
Pittura e arti decorative a Venezia

Convegno internazionale14 marzo 2017

Il Centro Studi del Vetro organizza per il 14 marzo 2017 il sesto Convegno Internazionale sulle personalità legate alla vetreria Venini che vede come protagonista l’artista muranese Vittorio Zecchin (1878-1947).

Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Venezia, Zecchin si distingue ben presto per l’insofferenza nei confronti della cultura verista tardo ottocentesca, e viceversa per l’adesione ad alcuni degli impulsi provenienti dalle Biennali lagunari, che gli permettono di approfondire le ricerche simboliste e le proposte delle avanguardie mitteleuropee. Partecipe della grande stagione che vede nelle mostre di Ca’ Pesaro il suo centro propulsore (periodo in cui realizza e presenta arazzi, ricami e vetri smaltati), Zecchin entra in contatto e collabora con diverse figure operanti nel contesto lagunare, tra cui il pittore Teodoro Wolf Ferrari e gli Artisti Barovier. Nel ruolo rilevante di direttore artistico della Cappellin Venini (1921-1925) e poi della M.V.M. Cappellin & C. (fino al 1926) progetta vetri dall’impatto innovativo e dall’originale raffinatezza, senza rinunciare mai alla ricerca sulla stilizzazione della forma.

Gli interventi del Convegno evidenzieranno l’esperienza e la capacità inventiva di Zecchin, sviluppando i temi e gli ambiti dell’attività di questo artista a partire dal contesto veneziano. Verrà poi approfondito il rapporto personale di Zecchin con le arti decorative – aprendo quindi un confronto con il panorama nazionale e internazionale – e la stretta relazione tra la pittura, il vetro e il mondo delle arti applicate in generale, nonché la sua presenza alle importanti esposizioni dell’epoca, come le Biennali di Monza tra il 1923 e il 1927.

 

Scarica il programma completo

Vienna e il vetro Moderno: 1900-1937

Convegno internazionale6 maggio 2016 Fondazione Giorgio Cini, Venezia

In concomitanza con la mostra Il Vetro degli Architetti. Vienna 1900-1937, il Centro Studi del Vetro coordina un importante convegno di studi dedicato alla produzione artistica vetraria a Vienna e a Venezia tra il 1900 e il 1937

È in programma per venerdì 6 maggio 2016 a partire dalle 9.30 alla Fondazione Giorgio Cini, sull’isola di San Giorgio a Venezia, il convegno internazionale dal titolo “Vienna e il vetro Moderno. 1900-1937”, coordinato dal Centro Studi del Vetro e promosso in concomitanza con la mostra “Il Vetro degli Architetti. Vienna 1900-1937” a LE STANZE DEL VETRO (fino al 31 luglio 2016).

Proprio in quegli anni, infatti, vengono dati un impulso decisivo e suggerimenti fondamentali nell’ambito dell’architettura e delle arti applicate per stimolare la creatività, la ricerca, la tecnologia Mitteleuropea e non solo.

Il simposio intende approfondire diverse tematiche relative al periodo preso in considerazione, tra cui il fenomeno della Secessione viennese come momento di sperimentazione di nuove sensibilità, linee di ricerca, temi e linguaggi nelle arti e nell’architettura; la nascita di nuovi laboratori di arti decorative quali le Wiener Werkstätte; l’organica relazione tra progettazione, artigianato e produzione industriale; il ruolo chiave svolto da importanti architetti, tra cui Josef Hoffmann e Adolf Loos.

I molteplici contributi ​del convegno​ analizzeranno inoltre​ i poliedrici e innovativi modi di concepire il vetro come materiale moderno nell’architettura viennese, l’esposizione di Colonia dedicata al Werkbund nel 1914 e infine l’utilizzo della tecnica ‘a lume’ a Venezia e Vienna.

Programma

Paolo Venini e la sua fornace

Convegno internazionale16 febbraio 2016 Fondazione Giorgio Cini, Venezia

L’appuntamento è dedicato alla figura e alle intuizioni di Paolo Venini, imprenditore illuminato e creativo, tra rinnovamento, tradizione e collaborazioni internazionali

La figura di Paolo Venini (1895-1959) nel suo importante ruolo di imprenditore illuminato e creativo, sarà protagonista il 16 febbraio 2016 di un convegno internazionale di studi alla Fondazione Giorgio Cini, coordinato dal Centro Studi del Vetro. Grande regista e direttore della sua azienda, colto e interessato sia ai fermenti artistici del suo tempo sia alle esigenze del mercato internazionale, soprattutto nel corso degli anni Cinquanta, Paolo Venini interviene anche ideando egli stesso nuove serie di vetri, avvalendosi dell’ufficio tecnico della vetreria. Ripercorrendo la storia della fornace muranese l’appuntamento metterà in luce una delle fondamentali intuizioni di Paolo Venini, che fu quella di modernizzare il catalogo aziendale attraverso nuove linee essenziali e raffinate, pur esaltando le tradizioni tecnologiche e artigianali. Al “padre” della celebre vetreria sarà dedicata la mostra autunnale de LE STANZE DEL VETRO, dal titolo “Paolo Venini e la sua fornace”.

Gli interventi si focalizzeranno sulla collaborazione di nuovi interpreti, anche internazionali, di cui Paolo Venini si avvalse già dalla metà degli anni Trenta, come per esempio la ceramista svedese Tyra Lundgren nota per il suo divertente “bestiario”. Saranno poi oggetto d’analisi e confronto le opere realizzate nel Dopoguerra, frutto della collaborazione con l’architetto Gio Ponti; la produzione della seconda metà del XX secolo che vede la stretta collaborazione con il designer Piero Fornasetti, i pittori Riccardo Licata ed Eugène Berman. Verrà trattato anche il tema delle grandi esposizioni americane, quindi il rapporto con Ken Scott e Charles Lin Tissot. Un ulteriore contributo sarà infine dedicato agli architetti Massimo Vignelli e Tobia Scarpa, che parteciparono alla vita di Venini in modo continuativo.

Programma

  • Venini, vasi in vetro a murrine 'Dama', 1954

Il vetro finlandese

Convegno di studi

Nel corso della mostra “Il vetro finlandese nella Collezione Bischofberger” a cura di Kaisa Koivisto e Pekka Korvenmaa (13 aprile — 2 agosto 2015) allestita da LE STANZE DEL VETRO sull’Isola di San Giorgio Maggiore, l’Istituto di Storia dell’Arte, attraverso il proprio Centro Studi del Vetro, organizza un convegno internazionale di studi dedicato al vetro finlandese e alla sua influenza all’estero.

Il simposio si configura come ideale complemento dell’esposizione e intende mettere in luce l’evoluzione del design finlandese dai primi anni Trenta fino agli anni Settanta, grazie al contributo di importanti studiosi che approfondiranno,  tra gli altri, gli aspetti relativi alla storia del design finlandese e il suo influsso sulla scena internazionale. È in questi anni che accanto a designer di fama indiscussa, come i coniugi Aino e Alvar Aalto, si affermano anche i futuri astri nascenti del design scandinavo, tra i quali Arttu Brummer, Gunnel Nyman, Göran Hongell e si avviano importanti collaborazioni tra aziende italiane e artisti finlandesi, come testimonia il caso fortunato della vetreria Venini con Tapio Wirkkala e Timo Sarpaneva.
Programma convegno
Locandina

  • Oiva Toikka. Kastehelmi (Goccia di rugiada). Piatto, c. 1964. Nuutajärvi. Collezione Bischofberger, Svizzera. Foto: Rauno Träskelin

Fulvio Bianconi

Tra Arte e Vetro

In occasione della mostra “Fulvio Bianconi alla Venini”, si apre un convegno internazionale volto ad analizzare la poliedrica figura dell’artista Fulvio Bianconi, per restituire al pubblico il ritratto e il valore di una personalità contraddistintasi da una diversità di interessi e di ruoli.

Mercoledì 4 febbraio 2015, il Centro Studi del Vetro della Fondazione Giorgio Cini — centro permanente di ricerca sul vetro nato nel 2012 all’interno dell’Istituto di Storia dell’Arte, grazie a Pentagram Stiftung — organizza sull’isola di San Giorgio un convegno internazionale di studi dedicato a Fulvio Bianconi (1915-1996): artista, grafico, illustratore, nonché uno dei più influenti designer del vetro di Murano del XX secolo e infaticabile sperimentatore di nuove tecniche di lavorazione di questo straordinario materiale.

La giornata di studi, che vedrà interventi di studiosi ed esperti, anticiperà l’appuntamento espositivo autunnale de LE STANZE DEL VETRO: “Fulvio Bianconi alla Venini” a cura di Marino Barovier (13 settembre 2015 — 10 gennaio 2016) della quale costituisce un&integrazione scientifica.

Dopo i saluti di Luca Massimo Barbero, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, e l’intervento di Marino Barovier, curatore della mostra “Fulvio Bianconi alla Venini”, la sessione mattutina del convegno proseguirà con le relazioni di: Italo Moscati che porterà un contributo sulle dodici Figure della Commedia dell’Arte, lavoro nato dal sodalizio tra il giovane Bianconi e Paolo Venini esposto nel 1948 alla 24.ma Biennale di Venezia; Cristina Beltrami indagherà sull’attività di Fulvio Bianconi come grafico pubblicitario e illustratore; la mattinata si chiuderà con l’analisi di Paolo Bolpagni sull’opera di Bianconi nel contesto artistico degli anni Cinquanta, indagandone le peculiarità e gli aspetti paradigmatici nel quadro dei rapporti tra arte e design.

Il pomeriggio, si aprirà con l’intervento di Rosa Barovier Mentasti che racconterà “L’altro Bianconi a Murano”; Andrea Tosi approfondirà l’attività di Fulvio nelle fornaci muranesi, indagando sugli esiti dell’incontro tra arte e il design con la tecnica e la manualità dei maestri vetrai. Chiuderà la giornata di studi l’intervento di Fiorella Bulegato che proporrà un approfondimento sulla figura di Fulvio Bianconi accanto a quella di Bruno Munari nel contesto progettuale milanese negli anni trenta.
Programma

Tomaso Buzzi, protagonista
di un gusto italiano moderno

La prima iniziativa dell’Istituto di Storia dell’Arte del 2014, anno in cui si celebrano i 60 anni della sua costituzione, è un convegno di studi per ricordare il grande architetto-designer del secolo scorso.

Venerdì 21 febbraio 2014, il Centro Studi del Vetro della Fondazione Giorgio Cini – centro permanente di ricerca sul vetro nato nel 2012 all’interno dell’Istituto di Storia dell’Arte, che nel 2014 taglia il traguardo dei 60 anni di attività — organizza un convegno internazionale di studi dedicato al grande architetto e designer Tomaso Buzzi (1900 — 1981). L&incontro richiamerà a San Giorgio Maggiore studiosi ed esperti per approfondire la complessa e articolata personalità di Buzzi, a cui sarà dedicata anche la mostra autunnale de LE STANZE DEL VETRO, “Tomaso Buzzi alla Venini”.

Insieme a Gio Ponti, di cui fu amico e collaboratore, Tomaso Buzzi, è stato uno dei più importanti creatori del gusto italiano degli anni ‘30 e ‘40 del secolo scorso, dando inizio a un vero e proprio standard imitato da molti negli anni seguenti. Architetto, designer, arredatore d’interni, oltre che collaboratore della rivista Domus, lavorò per le figure più importanti della grande aristocrazia del nostro Paese: Volpi, Cini, Visconti, solo per citarne alcuni. Suoi sono ad esempio gli interventi a Villa Necchi Campiglio a Milano, recentemente restaurata dal FAI, alla palladiana Villa Maser a Treviso, a Venezia a Palazzo Papadopoli, Palazzo Labia e Palazzo Cini a San Vio, dove eseguì due piccoli ma significativi interventi tra il ‘56 e il ‘58: la creazione della graziosa stanza ovale in stile rococò e l’aggiunta della scala a chiocciola.

La sessione mattutina del convegno, presieduta da Valerio Terraroli (Università di Verona), inizierà con le relazioni di: Marco Solari, nipote dell’artista, il quale traccerà il percorso onirico fatto di musica e colori che portò Tomaso Buzzi ad acquistare nel 1956 e poi modificare, come una sorta di ‘città ideale’, “la Scarzuola”, un convento con annessa chiesa del Duecento a Montegabbione (Terni); Lucia Borromeo (FAI — Fondo Ambiente Italiano) che spiegherà gli interventi di Buzzi a Villa Necchi Campiglio a Milano, avvenuti nel 1938, tre anni dopo la progettazione della villa a firma di Piero Portaluppi, mentre Roberto Dulio e Cecilia Rostagni (Politecnico di Milano) ricorderanno il gusto di Buzzi e Ponti nella celebre rivista Domus. Elena Pontiggia (Accademia di Brera, Milano) approfondirà poi la Milano delle grandi mostre degli anni Trenta alle quali Buzzi fu presente; Alberto Anselmi (IUAV, Venezia) focalizzerà la sua indagine sulla città di Roma ed Elena Portinari (Ca’ Foscari, Venezia), concludendo la mattinata, porrà l’attenzione su Buzzi e Venezia.

Il pomeriggio, presieduto da Elena Pontiggia, si aprirà con un altro intervento a due voci: Irene de Guttry e Maria Paola Maino (Archivi Arte Applicate, Roma) indagheranno l’attività di arredatore e il mondo della ceramica di Tomaso Buzzi. Silvia Chiesa (docente di storia dell’arte) porterà invece nel dibattito scientifico nuovi elementi legati al prezioso archivio del grande architetto, mentre Giovanna D’Amia (Politecnico di Milano) ragionerà sulla Valtellina di Buzzi (nato a Sondrio il 30 settembre 1900). Paola Tognon (IULM, Milano) si soffermerà sull’Ideario di Buzzi, tra vetro e pietra, ceramica e legno, antico e moderno; Alberto Giorgio Cassani (Accademia di Belle Arti, Venezia), autore della fortunata monografia su Buzzi, approfondirà la vocazione teatrale dell’architetto. Chiuderà la giornata di studi l’intervento di Valerio Terraroli relativo al delicato rapporto tra Buzzi e Ponti che, in un primo momento amichevole e proficuo, giungerà, in seguito, a una rottura insanabile.

  • T.Buzzi, disegno per Vaso zoomorfo con testa di mucca, 1932, Archivio Buzzi, La Scarzuola
  • T.Buzzi, disegno per Boccia con cavalli marini (o unicorni), 1932-33, Archivio Buzzi, La Scarzuola
  • T.Buzzi, studi per coppe in vetro a più strati con possibili combinazioni di colore, 1932-1933, Archivio Buzzi, La Scarzuola
  • T.Buzzi, disegno per Vaso a due bocche, 1932-1933, Archivio Buzzi, La Scarzuola
  • T.Buzzi, studi per la Coppa delle Mani, 1932-1933, Archivio Buzzi La Scarzuola

Napoleone Martinuzzi:
dalla scultura al vetro

Convegno internazionale di studi dedicato alla figura dello scultore e designer del vetro Napoleone Martinuzzi, che anticipa la mostra curata da Marino Barovier “Napoleone Martinuzzi. Venini 1925 — 1931” e vede la partecipazione di numerosi nomi internazionali.

Mercoledì 5 giugno 2013, il Centro Studi del Vetro della Fondazione Giorgio Cini organizza, all’interno del progetto LE STANZE DEL VETRO — frutto della collaborazione tra la Fondazione Giorgio Cini e la Pentagram Stiftung — un convegno internazionale di studi dedicato alla figura di Napoleone Martinuzzi, scultore, designer del vetro, amico di Gabriele d’Annunzio, nonché direttore artistico alla Venini dal 1925 al 1931.

L’incontro, che vedrà tredici importanti contributi internazionali, anticipa la grande mostra curata da Marino Barovier Napoleone Martinuzzi. Venini 1925 — 1931 che si terrà a San Giorgio il prossimo autunno (7 settembre 2013 —  1 dicembre 2013). Napoleone Martinuzzi fu protagonista del suo tempo in diverse vesti: in primis scultore, quando si formò tra Venezia e Roma, lavorò per i più importanti progetti dell’architetto Angiolo Mazzoni (da Palermo a Gorizia) e fu protagonista alle Biennali tra gli anni Venti e Trenta. Capitolo a parte l’amicizia con Gabriele d’Annunzio, per il quale realizzò molte opere sia scultoree sia — e soprattutto — vitree per il Vittoriale degli Italiani. Ma fu anche direttore del Museo del Vetro di Murano dal 1922 al 1931, fu fondatore con Francesco Zecchin, a partire dal 1932, della “Zecchin Martinuzzi Vetri Artistici e Mosaici” oltre a portare a termine diverse opere scultoree monumentali.

Tutti questi aspetti della vita professionale di Martinuzzi saranno spiegati dagli studiosi che meglio hanno approfondito un particolare tema legato a questo artista, per certi versi, ancora sfuggente. Si inizierà con un intervento di Véronique Ayroles (Parigi, Musée des Arts Décoratifs) che mette in luce gli apporti francesi allo sviluppo del vetro di Martinuzzi per Venini; Maria Sole Cardulli (Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna) approfondirà la scultura di Martinuzzi nel contesto romano mentre Massimo De Sabbata (Udine, Civici Musei) interverrà sulla partecipazione di Martinuzzi alle Biennali di quegli anni. Silvia Silvestri (Università di Torino) indagherà la presenza di Martinuzzi nelle riviste d’arte tra le due guerre e Milva Giacomelli (Università di Firenze) il prolifico rapporto tra Martinuzzi e Mazzoni; per chiudere la mattinata, sarà Massimo De Grassi (Università di Trieste) a porre l’attenzione sulle fonti visive dello scultore.

Nel pomeriggio, presieduto da Nico Stringa (Università Ca’ Foscari di Venezia), gli interventi si concentreranno su Martinuzzi e il vetro: Rosa Barovier Mentasti metterà ordine alle fonti visive del Martinuzzi vetraio, Valerio Terraroli (Università di Verona) illustrerà il cruciale sodalizio d’Annunzio-Martinuzzi mentre Chiara Squarcina (Museo del Vetro di Murano) farà chiarezza sul periodo in cui Martinuzzi fu alla guida del Museo del Vetro di Murano. Si proseguirà con Matteo Gardonio (Centro Studi del Vetro) alla scoperta delle creazioni vitree di Martinuzzi per Palazzo Berlendis, dimora dell’artista, quindi Alessandra Tiddia (Rovereto, MART) farà conoscere i vetri realizzati da Martinuzzi per Bolzano e Miramare; chiuderà infine la giornata Lucia Mannini (Università di Firenze) su un aspetto non secondario di Martinuzzi e il vetro: le piante grasse, creazione curiosa e ricca di spunti.

  • Elementi decorativi da parete in vetro pulegoso e in vetro mescolato zaffiro, Napoleone Martinuzzi per V.S.M. Venini & C.,1930 ca.
  • Napoleone Martinuzzi, Pulegosi, vista dell’allestimento. Foto: Ettore Bellini. Courtesy: LE STANZE DEL VETRO
  • Piante grasse in vetro nero ed in pasta vitrea rossa, Napoleone Martinuzzi per V.S.M. Venini & C ,1929-1930
  • Napoleone Martinuzzi, Piante Grasse, vista dell’allestimento. Foto: Ettore Bellini. Courtesy: LE STANZE DEL VETRO